STELLA MARINA

        

Stella Marina era una bimbetta di circa otto anni, che viveva in un piccolo paesino di mare ancora miracolosamente scampato all’invasione del cemento e del turismo selvaggio.
Abitava con l’anziana nonna in una minuscola casetta che sorgeva su un piccolo promontorio, ed ogni sera si addormentava cullata dal rumore della risacca.
Non si può dire che la sorte fosse stata generosa con Stella Marina! Il suo papà, che era sempre vissuto in quel paesino facendo il pescatore, era morto prima che lei nascesse, rubato all’affetto della sua famiglia proprio da quel mare che aveva amato tanto da desiderare di dare alla sua prima bambina il nome di Marina. Quando la piccola era venuta al mondo, la madre era rimasta incantata a guardare quel visino roseo illuminato da due grandi occhi lucenti come stelle, e aveva deciso che la sua piccola si sarebbe chiamata proprio così, Stella, anzi, Stella Marina, come avrebbe voluto il suo povero papà.
Così, la piccola si era ritrovata con quel nome che, più che a una bimbetta, faceva pensare ad una creatura del mare.
Stella Marina aveva circa cinque anni quando la sua mamma si era ammalata gravemente ed era morta, lasciandola affidata alla nonna, ormai anziana, ma che comunque non aveva fatto mancare alla nipotina amorevoli cure e grandissimo affetto.
Così la bimba era cresciuta abbastanza serena, e trascorreva il suo tempo giocando sulla spiaggia, raccogliendo conchiglie e chiacchierando con i pescatori che, mentre riparavano le reti, le raccontavano storie di mare e di avventura.
Ma la tranquillità di quel piccolo angolo di paradiso non era destinata a durare a lungo. Un ricco imprenditore, capitato per caso in quel luogo, si innamorò del posto, e decise che ci avrebbe costruito un villaggio turistico per gente danarosa.
In men che non si dica, si diede inizio alle trattative: con ingenti somme di denaro si convinsero i pescatori – che non avrebbero mai guadagnato quelle somme neppure in tre vite da pescatori – a cedere le loro case, i loro orti, le loro botteghe ed a trasferirsi in città. Ben presto l’assordante rumore delle ruspe sostituì lo sciabordio delle onde, il dolce suono della risacca, il garrulo canto dei gabbiani.
Anche la nonna di Stella Marina fu convinta a cedere la sua minuscola casa. La povera donna pensava che il denaro che ne avrebbe ricavato sarebbe servito per pagare la retta di un buon collegio, dove la sua nipotina avrebbe potuto essere accolta per studiare e crescere protetta e sicura, quando lei non ci fosse stata più. Ma quanto era triste dover lasciare quel piccolo paese, dove aveva vissuto tutta la sua vita!
Stella Marina, da parte sua, aveva il cuore stretto dall’angoscia, ora che si avvicinava inesorabilmente il momento di lasciare la sua casetta. Quanto le sarebbero mancati il suo mare, le corse a piedi nudi sulla spiaggia, il profumo della salsedine, i visi cotti dal sole degli amici pescatori…!
In una notte stellata, quando le ruspe tacevano ed il silenzio era rotto solo dal frangersi delle onde sugli scogli, mentre la nonna dormiva, Stella Marina andò a sedersi sulla riva del mare per l’ultima volta: il giorno dopo sarebbe andata via da quel luogo, per non tornarvi forse mai più.
A questo pensiero, gli occhi luminosi della bimba si riempirono di lacrime, che presero a scorrere copiose sul suo visino.
- Ah, se fossi davvero una stella marina! Potrei vivere per sempre nel mare, e non sarei mai costretta a lasciare questo posto che amo tanto! – pensava la bimba.
Ed ecco che un’onda si sollevò altissima, si rovesciò sulla spiaggia e venne a lambire i piedi della piccola, per poi ritirarsi dolcemente, lasciando sulla sabbia una creatura minuscola, coperta di delicati veli azzurri.
Stella Marina sbarrò gli occhi per lo stupore e rimase muta a guardare la bella fanciulla, che delicatamente scuoteva dal suo vestito piccole, scintillanti gocce d’acqua e minuscoli granelli di sabbia. Infine, la creatura parlò:
- Sono la fatina del mare. Ho sentito il tuo pianto ed ascoltato il tuo desiderio. Vuoi veramente diventare una stella marina? Sappi, però,  che non potrai mai più tornare sulla terra, non potrai più rivedere le persone che ami e dovrai vivere per tutta la vita in fondo al mare. E’ proprio questo che vuoi? –
- Oh, sì, fatina bella! Non posso proprio rassegnarmi a lasciare il mio mare, e non ho più nessuno qui sulla terra, a parte la mia vecchia nonna, dalla quale dovrò comunque separarmi. Ti prego,  se puoi, portami nel mare con te! –
Così rispose Stella Marina, e la Fata del Mare capì che la bimba, strappata a quel luogo, sarebbe stata veramente infelice. Così la prese per mano e la portò con sé fra le onde.
Si compiva così il destino che la bambina portava scritto già nel suo nome: e Stella Marina divenne una creatura del mare.

             

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