SCHEDA OPERATIVA PER L'ANALISI

ANALISI MORFO - SINTATTICA- 
LESSICO - CONNOTAZIONE

(I COLLEGAMENTI PORTANO AGLI APPROFONDIMENTI MULTIDISCIPLINARI)

1- UN TESTO COLORATO

Riscrivi il brano usando colori diversi: BLU per gli articoli, ROSSO per i nomi, VERDE per gli aggettivi, VIOLA  per i pronomi, ARANCIONE per i verbi, GIALLO per gli avverbi, MARRONE per le preposizioni.

“…Il pozzo che avevamo raggiunto non assomigliava ai pozzi sahariani.
I pozzi sahariani sono dei semplici buchi scavati nella sabbia. Questo assomigliava a un pozzo di villaggio. Ma non c’era alcun villaggio intorno, e mi sembrava di sognare.
«È strano», dissi al piccolo principe, «è tutto pronto: la carrucola, il secchio e la corda…». Rise, toccò la corda, fece funzionare la carrucola. E la carrucola gemette  come geme una vecchia banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo.
«Senti», disse il piccolo principe, «noi svegliamo questo pozzo e lui canta…».”

"...Il pozzo che avevamo raggiunto non assomigliava ai pozzi sahariani.
I pozzi sahariani sono dei semplici buchi scavati nella sabbia. Questo assomigliava a un pozzo di villaggio. Ma non c’era alcun villaggio intorno, e mi sembrava di sognare.
È strano», dissi al piccolo principe, «è tutto pronto: la carrucola, il secchio e la corda…». Rise, toccò la corda, fece funzionare la carrucola. E la carrucola gemette  come geme una vecchia banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo.
Senti», disse il piccolo principe, «noi svegliamo questo pozzo e lui canta…».”

2.-  GRUPPO NOMINALE E GRUPPO VERBALE

Nel seguente brano, distingui gli enunciati, separando in ciascuno il gruppo nominale dal gruppo verbale, con le rispettive espansioni., come nell’esempio:
GRUPPO NOMINALE GRUPPO VERBALE  
(Il piccolo principe) mise in ordine Enunciato minimo
 

bene
il mattino della partenza
il suo pianeta

Espansioni

"Il mattino della partenza mise bene in ordine il suo pianeta. Spazzò accuratamente il camino dei suoi vulcani in attività. Possedeva due vulcani in attività…….E possedeva anche un vulcano spento. Ma, come diceva lui, «non si sa mai», e così spazzò anche il camino del vulcano spento……Il piccolo principe strappò anche con una certa malinconia gli ultimi germogli dei baobab.”

GRUPPO NOMINALE GRUPPO VERBALE  
(Il piccolo principe) spazzò Enunciato minimo
  accuratamente 
il camino
dei suoi vulcani
in attività
Espansioni

 

GRUPPO NOMINALE GRUPPO VERBALE  

(Il piccolo principe)

possedeva

Enunciato minimo
 

due vulcani
in attività

Espansioni

 

GRUPPO NOMINALE GRUPPO VERBALE  
(Il piccolo principe) possedeva Enunciato minimo
  anche un vulcano spento Espansioni

 

GRUPPO NOMINALE GRUPPO VERBALE  
Lui diceva Enunciato minimo
    Espansioni

 

GRUPPO NOMINALE GRUPPO VERBALE  
 Si sa Enunciato minimo
  mai Espansioni

 

GRUPPO NOMINALE GRUPPO VERBALE  
(Il piccolo principe) spazzò Enunciato minimo
  anche
il camino
del vulcano spento
Espansioni

 

GRUPPO NOMINALE GRUPPO VERBALE  
Il piccolo principe strappò Enunciato minimo
  con una certa malinconia
gli ultimi germogli
dei baobab
Espansioni

3.- ARRICCHIAMO IL LESSICO

Nel seguente brano sostituisci le parole sottolineate con dei sinonimi.

“…La mia vita è monotona  (sempre uguale).Io do la caccia alle galline e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano (sono simili), e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio (mi scoccio) perciò. Ma se tu mi addomestichi (mi ammansisci), la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso (differente) da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere  (celare) sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana (dal rifugio) come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano (frumento)? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile (superfluo). I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste (penoso). Ma tu hai i capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso (fantastico) quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato (color oro), mi farà pensare a te. E amerò (mi piacerà) il rumore del vento nel grano….”.

4.- CLOZE

Completa il testo bucato con parole adatte scelte in relazione al contesto (Evita le parole del testo originale!)

“Ci misi molto tempo a scoprire da dove venisse. Il piccolo principe, che mi rivolgeva una domanda dopo l’altra, sembrava che non sentisse mai le mie. Sono state le parole pronunciate per caso che, a poco a poco, mi hanno fatto capire tutto.
Così, quando vide per la prima volta il mio aeroplano (non lo disegnerò perché sarebbe troppo difficile per me) mi chiese:
«Che cos’è questa cosa? »
«Non è una cosa – vola. È un aeroplano. È il mio aeroplano. »
Ero molto orgoglioso di fargli sapere che volavo. Allora gridò:
«Come? Sei caduto dal cielo! »
«Sì» risposi modestamente.
«Ah! Questa è bella
E il piccolo principe scoppiò in una bella risata che mi infastidì.Voglio che le mie sventure siano prese sul serio. Poi riprese:
«Allora anche tu vieni dal cielo! Di quale pianeta sei? »
Scorsi una luce, nel mistero della sua presenza, e lo interrogai bruscamente.
«Tu vieni dunque da un altro pianeta! »
Ma non mi rispose.  Scosse gentilmente il capo guardando l’aeroplano.
«Certo che su quello non puoi venire da molto lontano…».
E si  immerse in una lunga riflessione

5.- DISCORSO DIRETTO – DISCORSO INDIRETTO  

Nel seguente brano trasforma il dialogo in discorso indiretto, restando il più fedele possibile al testo originale.

“Il piccolo principe…………. quando innaffiò per l’ultima volta il suo fiore, e si preparò a metterlo al riparo sotto la campana di vetro, scoprì che aveva una gran voglia di piangere.
«Addio», disse al fiore.
«Addio», ripeté.
Il fiore tossì. Ma non era perché fosse raffreddato.
«Sono stato uno sciocco», disse finalmente, «scusami, e cerca di essere felice».
Fu sorpreso dalla mancanza di rimproveri. Ne rimase sconcertato, con la campana di vetro per aria. Non capiva quella calma dolcezza.
«Ma sì, ti voglio bene», disse il fiore, «e tu non l’hai saputo per colpa mia. Questo non ha importanza, ma sei stato sciocco quanto me. Cerca di essere felice. Lascia questa campana di vetro, non la voglio più».
«Ma il vento…»
«Non sono così raffreddato. L’aria fresca della notte mi farà bene. Sono un fiore».
«Ma le bestie……»
«Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle. Se no chi verrà a farmi visita? Tu sarai lontano e delle grosse bestie non ho paura. Ho i miei artigli».
E mostrava ingenuamente le sue quattro spine. Poi continuò:
«Non indugiare così, è irritante. Hai deciso di partire e allora vattene».
Perché non voleva che io lo vedessi piangere.
Era un fiore così orgoglioso…..”

“Il piccolo principe…………. quando innaffiò per l’ultima volta il suo fiore, e si preparò a metterlo al riparo sotto la campana di vetro, scoprì che aveva una gran voglia di piangere.
Salutò il fiore con un addio e quello ripeté la stessa cosa.
Il fiore tossì. Ma non era perché fosse raffreddato.
Finalmente il fiore disse che era stato uno sciocco, chiese scusa al piccolo principe e gli disse di cercare di essere felice.
Fu sorpreso dalla mancanza di rimproveri. Ne rimase sconcertato, con la campana di vetro per aria. Non capiva quella calma dolcezza.
Il fiore disse al piccolo principe che gli voleva bene e che egli non l’aveva saputo per colpa sua. Disse anche che questo non aveva importanza, ma il piccolo principe era stato sciocco quanto lui. Gli ripeté di cercare di essere felice e gli disse di lasciare la campana di vetro, perché non la voleva più.
Il piccolo principe disse che c’era il problema del vento, ma il fiore disse che non era così raffreddato, che l’aria fresca della notte gli avrebbe fatto bene. Era un fiore.
Il piccolo principe gli ricordò il pericolo delle bestie, ma il fiore disse che doveva pur sopportare qualche bruco, se voleva conoscere le farfalle, sembrava che fossero così belle. Disse anche che se no nessuno sarebbe andato a fargli visita. Il piccolo principe sarebbe stato lontano, e lui delle grosse bestie non aveva paura. Aveva i suoi artigli. E mostrava ingenuamente le sue quattro spine. Poi continuò dicendo al piccolo principe di non indugiare, perché era irritante. Dato che aveva deciso di partire, che se ne andasse. Perché non voleva che il piccolo principe lo vedesse piangere. Era un fiore così orgoglioso…..”

6.- UNITÀ ESPRESSIVE

Rileggi con attenzione il capitolo VIII, individua le più importanti unità espressive, e completa lo schema.

CIVETTERIA IMBARAZZO RIMPIANTO

- Non smetteva più di   prepararsi ad essere bello
- Sceglieva con cura i suoi colori
- Si vestiva lentamente
- Aggiustava i suoi petali ad   uno ad uno
- Non voleva uscire sgualcito come un papavero
- Non voleva apparire che
nel pieno del suo splendore

- Umiliato di essersi   lasciato sorprendere a dire una bugia
-  Aveva tossito due o tre volte
- Aveva forzato la sua tosse
per fargli venire dei rimorsi

 

 

- Avrei dovuto no ascoltarlo
- Profumava il mio pianeta, ma non sapevo rallegrarmene
- Non ho saputo capire niente allora
- Non avrei mai dovuto venirmene via
- Avrei dovuto indovinare la sua  tenerezza
- Ero troppo giovane per saperlo amare

INDEX     MENU