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In
un bosco poco lontano da una grande città viveva un piccolo abete.
Era
il minore della grande
famiglia di alberi che popolava quel luogo.
Per
la verità, non era proprio bellissimo: era cresciuto esile, con qualche
ramo storto e con il fogliame alquanto rado. Certo, non faceva una gran
bella figura accanto ai suoi fratelli folti e gagliardi!Ma
il piccolo abete aveva un sogno: diventare un giorno un bell’albero di
Natale. Addobbato con fili d’oro e d’argento, con luci e palle
colorate, sarebbe divenuto davvero bello, ed i suoi fratelli non lo
avrebbero più preso in giro per il suo buffo aspetto.
Nei
pochi anni della sua vita, il piccolo albero aveva visto tante volte, in
Dicembre, i tagliaboschi che, armati di scuri, sceglievano gli alberi più
belli da vendere in città, ed aveva invidiato tanto i suoi fratelli
che, gonfi di orgoglio, si avviavano verso quello che credevano un
destino di gloria.
Adesso
che era un po’ cresciuto era certo che qualcuno avrebbe scelto anche
lui per farlo divenire il simbolo del Natale per una famiglia. Dicembre
era ormai avanzato, ed il Natale era alle porte. Più volte gli “
uomini degli alberi” – come li chiamava il piccolo abete – erano
venuti a tagliare le piante, ma l’alberello era stato sempre scartato:
non era abbastanza grande e bello!
La
vigilia di Natale, i tagliaboschi vennero per l’ultima volta a
prelevare gli alberi destinati ai ritardatari del Natale. Il bosco era
ormai quasi spoglio, ed il piccolo abete era certo che qualcuno avrebbe
portato via anche lui. Il fratello che gli stava accanto, un
bell’albero folto e maestoso, lo irrideva:
-
Dove vuoi andare tu, piccolo e storto come sei? Nessuno ti comprerebbe
mai. Vedrai che sceglieranno me: farò un figurone nel salone di una
bella casa, ornato di fiocchi e luminarie.
Il
piccolo abete non diceva nulla, ma in cuor suo sapeva che il fratello
aveva ragione: gli uomini con l’ascia non sapevano che farsene di lui.
Infatti, scelti gli alberelli più belli, compreso l’orgoglioso
fratello,i tagliaboschi se ne andarono, lasciando il piccolo abete
triste e deluso. Era
la notte di Natale: cadeva la neve sul bosco ormai spoglio, ed il piccolo
abete, rimasto solo, con il cuore gonfio di tristezza, piangeva sul suo
triste destino.
Ma
la notte di Natale è notte di prodigi, ed anche il piccolo albero ebbe il
suo regalo: le lacrime versate si trasformarono in tante sfere di ghiaccio
lucenti, la neve e la brina disegnarono tra i suoi rami trine e merletti,
ed una schiera di lucciole coraggiose, sfidando i rigori del freddo, si
posò sui suoi rami. Una piccola stella, incantata da quello spettacolo,
scese dal cielo e si posò sulla cima:
il piccolo abete divenne il più bell’albero di Natale che si
fosse mai visto.
Tutti
i piccoli abitanti del bosco accorsero meravigliati a guardare quello
splendido spettacolo, e gli amici passerotti vollero regalare
all’alberello anche una “colonna sonora”: si posarono tra i suoi
rami e si misero a cantare.
Il
piccolo abete visse così la sua notte di gloria, e finalmente fu felice. E
l’orgoglioso fratello? Passati i giorni di festa, quando, carico di
addobbi e di luci, aveva vissuto il suo
trionfo, rimase ad aspettare tra i rifiuti che gli uomini della
nettezza urbana lo portassero verso il suo triste destino. |


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